Dr. Zenith – Non solo cannabinoidi, I terpeni

12 Agosto 2021

NON SOLO CANNABINOIDI

Eccoci qui nuovamente a tentare di sbrogliare la matassa, ancora grezza, di informazioni relative alle applicazioni mediche della cannabis e delle sue componenti.

Non tutti sanno che, oltre ai cannabinoidi (thc, cbd e altri), il fiore della cannabis produce innumerevoli sostanze che risultano avere una funzione nel nostro organismo.

Tra queste le principali sono le componenti aromatiche: i terpeni.

I terpeni sono idrocarburi presenti in numerose piante e resine, e vengono utilizzati da molti anni nell’industria cosmetica e chimica.

Sono presenti ad esempio nel té e nel caffé, nella menta, nell’olio di oliva…ma anche nel sudore umano, nel sebo, nel fegato di squalo. Ricordate il famoso squalene utilizzato in passato in alcuni farmaci? Viene estratto non solo dal fegato di squalo, ma anche dagli umori corporei dell’uomo, dalle olive e dalla frutta secca. Si tratta quindi di molecole pressoché ubiquitarie, che si possono  trovare un po’ ovunque in natura.

Oltre ad avere un profumo caratteristico (basti pensare al limonene), si è osservato come alcuni di questi terpeni possano avere delle proprietà mediche, e quindi interagire con l’organismo umano.

Nella cannabis sono stati identificati decine di differenti terpeni, alcuni presenti in quantità maggiori di altri. Nell’hashish è stato individuato un terpene tipico, l’hashishene.

Perciò i diversi strain di cannabis possono essere studiati e prodotti di modo tale da avere proporzioni specifiche di terpeni, allo scopo di trattare una precisa patologia.

I principali terpeni che si trovano nella cannabis sono:

Myrcene: è il terpene più diffuso e che è presente in maggior quantità nella cannabis.

Ha capacità antiinfiammatorie e antiossidative. Sembra avere inoltre proprietà antiproliferative (anti-tumorali). Protegge quindi cervello cuore e cute dagli insulti esterni, e potrebbe avere proprietà antidolorifiche e sedative. Il myrcene naturale presenta tuttavia una certa tossicità, per cui per essere utilizzato dovrà essere associato a sostanze che ne riducono la tossicità, oppure sintetizzato in forme meno dannose.

Beta-carofillene: è diffuso tanto quanto il myrcene, e spesso lo supera in quantità. Ha capacità di legame con il recettore endocannabinoide CB2.

Ha una forte azione neuro-protettiva, e riduce la percezione del dolore. Inoltre è in grado di regolare la fame, di ridurre lo sviluppo di dipendenza da sostanze e il danno determinato dall’abuso di alcol. Infine presenta proprietà antiinfiammatorie e anticonvulsivanti (contro gli attacci epilettici). Potrebbbe avere un ruolo contro la sclerosi multipla e il morbo di parkinson.

Carofillene ossidato: presente in diverse piante oltre alle cannabinacee, risulta avere proprietà anticancro e antidolorifiche.

Humulene: molto diffuso e presente in quantità elevata nella cannabis, risulta avere proprietà anticancro e antiinfiammatorie. Potrebbe presentare proprietà antiallergiche.

Alpha-pinene: il terpene più diffuso in natura, è in grado di legare il recettore CB2.

Ha proprietà anticancro e anti-infiammatorie. Potrebbe avere proprietà ansiolitiche e ipnotiche.

Linalolo: uno dei terpeni più studiati, con una produzione scientifica di tutto rispetto. Tra le sue proprietà vi ricordo: antitumorale, anticonvulsivante, antidolorifico, sedativo, antidepressivo, anti-infiammatorio, antiossidativo, neuroprotettivo, epatoprotettivo (fegato), antimicrobico.

Limonene: raramente si tratta del terpene più abbondante nella pianta della cannabis. Può promuovere la guarigione delle ferite, può migliorare lo stress, la depressione, l’infiammazione, lo stress ossidativo, gli spasmi muscolari e ridurre l’entità delle infezioni virali. Come altri terpeni, presenta meccanismi antitumorali e anticonvulsivanti.

Geraniolo: presente nella citronella, nel geranio e nell’olio di rosa, è utilizzato da moltissimo anni in cosmesi, profumi ma anche come conservante.

É interessante per le sue molteplici proprietà contro diverse patologie: cancro, colite, infiammazioni varie, diabete, disfunzione cardiaca, aterosclerosi, ferite, asma allergica, dolore, parkinson, neuropatie e depressione. 

Potrei andare avanti ancora molto, visto che i terpeni sono tantissimi e tutti abbastanza studiati.

Ma lo scopo di questo articolo è di informarvi riguardo alle possibili evoluzione dell’industria della cannabis.

Quesiti per il futuro: come assumere questi terpeni per sfruttarne le proprietà? È sufficiente l’inalazione dei fumi o è preferibile l’assunzione per via orale? 

Inolte…come agiscono questi terpeni quando vengono assunti insieme ai cannabinoidi?

Vi ricordo infatti dell’esistenza del sistema endocannabinoide: un insieme di molecole, tra cui spiccano i cannabinoidi e i terpeni, che interagiscono tra loro per apportare dei particolari effetti sul corpo umano. I terpeni agiscono diversamente da soli rispetto a quando sono all’interno di un sistema. Come può la presenza del sistema cannabinoide alterare le funzioni dei terpeni? Li rafforza? Li indebolisce? In che modo avviene questa regolazione?

Confido in futuro di potervi aggiornare a riguardo: il mondo della ricerca è in continua evoluzione.

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